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Tutti gli anni la calda estate vespistica mantovana vede il suo apice, o, se vogliamo, la "punta di diamante", nella gita sociale di due giorni che quest'anno si è tenuta nel terzo weekend di Luglio, ovvero il 19 e 20.

L' organizzazione minuziosa e studiata nei minimi particolari ha avuto due menti pensanti, quella di Claudio e quella di Alfio ai quali va subito il mio personalissimo applauso per l'impeccabile riuscita.

Veniamo un po' alla cronaca per raccontare con le parole questa superba macinata di oltre 600 chilometri di dodici uomini e altrettante Vespa. Unico neo, se proprio lo vogliamo trovare, è stata l'assenza di Ladies, peccato, le quote rosa danno sempre una pennellata di colore in più al quadro.

All'alba del sabato, ecco i nostri "apostoli" ritrovarsi nella sonnacchiosa Piazza Sordello, foto di rito e pronti via!

Capogruppo il buon Claudio e a chiudere la consueta "giubba gialla" Pietro coadiuvato dal Silvio.

Il viaggio, a buon ritmo, ci ha visto dirigersi verso Verona per imboccare la Val d'Adige, all'altezza del Lago di Caldaro, prima tappa ristoro a godersi il panorama ed una bibita rinfrescante. Ripresa la marcia direzione Bolzano fino a Lana dove ci siamo rifocillati con un lauto pranzo nell'estivo della Forstbrau locale. Momento godereccio assoluto e primi brindisi per essere stati tutti perfetti alla prima "tappa".

La scelta originaria sarebbe stata la Forst di Merano, ma ahinoi il mese di Luglio era chiusa...ad ogni modo ci siamo consolati egregiamente!

Ripreso il viaggio direzione Merano siamo saliti in Val Venosta fino a San Valentino alla Muta nei pressi dell'omonimo laghetto. Via via che ci si avvicinava, il cielo si faceva sempre più minaccioso, per fortuna siamo arrivati giusto in tempo per fermarci all'hotel che ci avrebbe ospitato.

Saremmo dovuti andare al vicino Lago di Resia ma Giove Pluvio non era d'accordo e quindi noi ci siamo tranquillamente accomodati nelle stanze, doccia rigenerante, e poi, chiacchiere nel bar dell'hotel. Il cielo nel mentre non voleva saperne di smetterla di fare i capricci, giunta ora di cena ci siamo diretti a piedi nel vicino Ristorante Pizzeria (prenotato) dove ci siamo doverosamente dissetati e ricaricati chi con pizza chi con canederli chi con gulash.

Satolli e anche stanchi dal viaggio, nanna per tutti, nelle accoglienti camere della Pensione Hofer, col piumone, 17 gradi fuori...che bellezza!

Sveglia di buon mattino perché la meta del Lago di Resia era stata solo rimandata dalla pioggia del pomeriggio di ieri. Pochi chilometri ed ecco innanzi a noi stagliarsi il magico panorama del Campanile di Curon emergere dall'acqua.. emozionante, suggestivo ed anche misterioso, quasi un "monito" divino per noi piccoli umani. Attorno al lago la luce del sole mattutino illuminava tutte le alte cime delle montagne, una cornice spettacolare.

La domenica era iniziata alla grande, ci attendeva tanta altra bellissima strada, direzione Merano, Passo Palade, per poi percorrere tutta la Val di Non costeggiando il Lago di Molveno per giungere in località Ballino al Ristorante "Da Lucio" per il pranzo.

Clima perfetto, e che mangiata da "ufo"!

Doveroso citare le prelibatezze sia per qualità sia per quantità! Primo piatto strangolapreti alla trentina, per secondo puntine di maiale al miele accompagnate da patate di Ballino alle cipolle. Sazi e di più ma non domi era previsto anche il dolce, semifreddo al torroncino.

Onore alla tavola, onore ai Dodici discepoli del Vespa Club Mantova!

Ultimo tratto del viaggio ci ha visto scendere fino a Riva del Garda, immersi nel traffico domenicale (e nella calura), percorrere un buon tratto di gardesana sponda veronese fino a Castelletto per poi deviare dal caos del basso Garda in direzione San Zeno di Montagna, gustandosi così l'ultima salita del nostro tour. Last stop per drink rinfrescante, per poi scendere via Affi, Pastrengo, Castelnuovo fino a Valeggio sul Mincio dove i Vespisti si sono salutati ed abbracciati nell'ultima difatto conclusiva foto del "Gran Tour delle Alpi 2025".

Una due giorni che rimarrà a lungo impressa nelle menti di noi protagonisti, per il divertimento che ci ha accomunato, per i paesaggi che abbiamo attraversato, in sella alle nostre adorate compagne di sempre, le Vespa, che anche stavolta sono state impeccabili. Come tutti voi, "Apostoli del Turismo" del Vespa Club Mantova, grazie di cuore.

Che la Vespa sia con Voi (azz, che biblica conclusione, ma in fondo in fondo, credo che sia un po' così per tutti noi appassionati....)

                                                                                                                                                                                                               Pietro Risi

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